Dagli scrigni della memoria

2 01 2013

accalarentia2013





‘Chi controlla la banca, fratello?” – Omaggio a Ezra Pound

2 11 2012

CasaPound Italia celebra l’attualità del pensiero poundiano con striscioni in 40 città

Siena, 2 novembre – Omaggio a Ezra Pound su muri e cavalcavia di tutta Italia: striscioni con la scritta ‘Chi controlla la banca, fratello?’ e la firma ‘Ezra Pound (1885 – 1972)’ sono comparsi questa mattina nelle strade di una quarantina di città dal nord al sud del paese. Così, con una citazione dal suo pamphlet ‘L’ABC dell’economia’, CasaPound Italia ha voluto ricordare il grande poeta americano a 40 anni dalla scomparsa. ‘’Non una commemorazione mortuaria – si legge in una nota – ma la celebrazione dell’attualità del pensiero di chi, già negli anni ’30, seppe decrittare il meccanismo della speculazione finanziaria e mettere in guardia la società dal pericolo dell’usurocrazia. Un profetico, inquietante interrogativo, quel suo ‘Chi controlla la banca, fratello?’ che oggi, nell’epoca dei tecnocrati al potere, sembra essere più attuale che mai’’.

pubblicato sul Cittadino Online, 02 novembre 2012





Buon viaggio, Comandante!

2 05 2012

Aprile crudele, si porta via anche Sergio Franci


Raggiunge i Campi Elisi, all’età di 88 anni, Sergio Franci.
Figlio di squadrista senese e marciante su Roma, combattente volontario della Repubblica Sociale Italiana, ufficiale della Guardia Nazionale Repubblicana, fondatore dell’Msi di Siena, Istituto Storico della RSI a Terranova Bracciolini, primo fascista consigliere comunale e poi provinciale del dopoguerra senese, insulti, botte e macchine bruciate dai banditi.

A sempre, Comandante!





Ciao Leo…

7 04 2012

… un brindisi, come sarebbe piaciuto a te!

“Oggi è morto un camerata, ne rinascono altri cento…





Nuova sospensione dello Stato di Diritto?

2 12 2011
Roma, contro Palladino arresto punitivo e accuse senza riscontri


Stamani sono andato a scegliere con cura una bella cartolina per un amico, ho pensato un attimo, ho buttato giù parecchie righe e l’ho messa nella cassetta della posta.
Ma non gli ho scritto su facebook, lui non può leggerlo.
L’amico mio sta in galera.

Scrivete una cartolina a Zippo ed inviatela con posta prioritaria a:
“Alberto Palladino
Casa Circondariale Regina Coeli
Via della Lungara, 29 – 00165 – Roma”


Zippo e Via Lima: segnali inconfondibili di un orrendo dèjà vu
di Gabriele Adinolfi

Clima d’epurazione.
Alberto Palladino, “Zippo”, è stato arrestato mercoledì all’aeroporto in un modo spettacolare, con gran dispiegamento di forze dell’ordine. Neanche a Öcalan, se l’avessero voluto catturare, a suo tempo sarebbe stato riservato un trattamento del genere.
Zippo, il pericolosissimo Zippo, era di ritorno da una missione umanitaria negli ospedali Karen dove aveva contribuito all’impegno sanitario per strappare al genocidio i bambini superstiti di un’etnia massacrata.
Lo hanno atteso al varco, schierati e armati, come se si trattasse di un pericoloso guerrigliero.
E’ stato  condotto via in manette, oggetto di una misura restrittiva del tutto incomprensibile secondo i canoni odierni del diritto.

Zippo

E’ accusato di aggressione e lesioni.
Così sostengono gli “aggrediti” che affermano che, durante la cosiddetta “aggressione” egli era sì mascherato e irriconoscibile ma si sarebbe scoperto il volto proprio per dire “guarda, mi riconosci?” Roba che farebbe ridere chiunque, ma che qui, oggi, non fa ridere più.
Gli “aggrediti”  fanno sì parte del Pd, ma  in effetti rappresentano quella fascia mista connessa ai centri sociali del quartiere Montesacro-Talenti.
Un ambiente di agnellini, quest’ultimo, che ha attaccato per mesi con bombe carta l’occupazione a scopo abitativo delle famiglie di Val d’Ala, che ha aggredito a calci e pugni le ragazze che si recavano a bere alla vicina fontanella, che ha compiuto recentemente un atto terroristico proprio sotto casa di Zippo.
In quel mondo c’è gente che, addestrata politicamente ai metodi dell’agit-prop, sa benissimo quanto sia efficace la personalizzazione del nemico e, quindi, non c’è da stupirsi se, all’indomani di una delle tante zuffe intraprese con disinvoltura tutta democratica,  e di cui sono sempre, regolarmente, democratiche “vittime”, avendole  buscate di santa ragione,  i nostri eroi abbiano provato a trar profitto dalla propria sventura per fare  togliere di mezzo quell’odiato nemico che osa addirittura far politica nel “loro” quartiere.
Eppure il presunto Zippo era a volto coperto; ma, allora come sanno che era lui? Elementare Watson: prima di tornare a coprirselo se lo era scoperto apposta per farsi riconoscere!
Altrimenti come si potrebbe mai essere cattivi e coglioni come da stereotipo trinariciuto?
E poi, in fila, a riconoscerlo su foto segnaletica, come se qualcuno avesse difficoltà a indicare in una foto segnaletica l’uomo che si vuole far condannare.
E lui e i suoi, ovvero gli aggressori dei bravi agnellini che mai, ma poi mai, attaccano nessuno, avevano con sé delle mazze. Tant’è vero che gliele hanno portate agli inquirenti, gli “aggrediti”, l’indomani!
Come si possono essere procurati queste mazze l’indomani gli “aggrediti” è una domanda da non farsi, non intralciamo le indagini dei cittadini al di sopra di ogni sospetto, non è roba da chiedersi se si vuol andare per le spicce e togliere di mezzo chi non ha più diritto di cittadinanza e che da quando il golpe di novembre è riuscito è di nuovo pronto ad esser selvaggina.
Né domandatevi: ma se le avessi portate io, le mazze, il giorno dopo dicendo che erano dei miei aggressori, non avrebbero arrestato me per detenzione di armi improprie? Certo che sì: la legge si sa è uguale per tutti.

Lo sgombero di Via Lima

Nella stessa mattinata varie famiglie prese in giro ripetutamente dal Comune di Roma avevano occupato uno stabile in via Lima, ai Parioli.
Nella città di Alemanno le occupazioni rosse sono trattate con i guanti, quelle di Casa Pound proprio no: le incalzano.
E a via Lima lo sgombero è stato brutale e immediato, non si è guardato in faccia a bambini, donne, handicappati.
Via, via subito! Non c’è posto per te.
Nella città di Alemanno le occupazioni rosse sono trattate con i guanti, quelle di Casa Pound proprio no: le incalzano.
E se non si può imputare al Campidoglio qualcosa a proposito dell’arresto di Zippo, non altrettanto si può dire per lo sgombero di via Lima che avrebbe potuto non solo impedire, eccome, ma persino  prevenire semplicemente mantenendo fede agli impegni presi con i senzatetto romani.
Niente di tutto ciò: e via con lo sgombero!
Sarà che sono passati un po’ di giorni dalla manifestazione partenopea e che il governo che ci stringerà il cappio per conto degli strozzini ha intanto iniziato a prendere possesso delle cariche e a dare ordini, ma va detto che oggi a Roma il messaggio repressivo inviato è molto più forte di quello che si ebbe la scorsa settimana a Napoli.
Oppure sta a vedere che è meno efficace l’antifascismo di De Magistris rispetto a quello di Alemanno.

Brutto amarcord

Torno indietro con la mente, esattamente a trentasei anni fa. Si era avuto da poco un golpe che aveva condotto al governo i cattocomunisti benedetti dalla Trilateral. Proprio come ora.
Tre ragazzi del Msi stavano attaccando manifesti elettorali nel quartiere Salario di Roma, non s’avvidero che lì c’era una sede della Cgil da cui uscirono  di colpo quaranta energumeni armati di spranghe e bastoni per soffocare quest’indicibile “provocazione”.
Un ragazzo allora tirò fuori il crick dall’auto e lo roteò in aria (lo “brandeggiava” ebbe a dire in tribunale un testimone della Cgil), mentre teneva a bada i cigiellini armati gli altri due salirono in macchina, misero in moto e i tre partirono.
Poco dopo furono fermati in un altro posto dalla polizia, perché avevano continuato ad  affiggere i manifesti, e furono arrestati.
Vennero processati per direttissima. Al processo, cui assistei, la tesi dell’accusa fu che loro tre “brandeggiando” un crick avessero aggredito quaranta lavoratori democratici scesi in strada con mazze e bastoni per difendere il decoro pubblico dall’inaccettabile presenza di manifesti di un partito aborrito.
I tre vennero condannati a tre anni e mezzo di reclusione e, ovviamente, rimasero in cella.
Il messaggio fu chiaro: il diritto è abolito, voi non avete alcuna libertà di esistere.
La reazione da parte di molti, esasperati, fu “mai più senza fucile”.
E il resto lo conoscete tutti.
Quello che non sapete è che nacque così, all’improvviso.
Che fino al giorno prima un diritto, anche se mai equamente applicato, c’era ,e che il giorno dopo non c’era più.
Ecco, sappiatelo, può ripetersi adesso. Allora non fatevi trovare impreparati, non indignatevi e non esasperatevi, non fate che il vostro gioco sia dettato da loro.
Voi non avete idea di che gente sia, di quanto odio, di quanta prepotenza, di quanta iniquità siano capaci. V’incalzeranno, vi morderanno, vi feriranno, vi maltratteranno, vorranno farvi saltare i nervi.
Soprattutto ora che l’occasione è unica, che sanno che le loro basi (che essi considerano greggi) non li seguiranno con tanto entusiasmo, anzi che, verosimilmente, saranno tentate da altri lidi, più autentici, magari anche nel solco delle specifiche tradizioni politiche che i loro caporioni puntualmente tradiscono.
Vorranno impedire che ciò accada, e lo vorranno impedire con la tensione e con la repressione. Lo vorranno impedire con l’esasperazione.
Calma, calma, calma!
Mantenete la calma e seguite chi è in grado di comandarvi e che vi terrà lontani dai vicoli ciechi previsti per voi.
Calma e pazienza nel passare la tempesta; non è di ieri la frase saggia e verissima “quando la canaglia impera, la patria dei giusti è la galera”.
In cui si può stare da uomini liberi e in cui si può anche, liberamente, non finire, malgrado loro.



04/12/2011, fiaccolata a Roma per Zippo:



05/12/2011, la solidarietà del Colonnello Nerdah Mya della Karen National Liberation Army:

“I send the sense of my personal solidarity to the family, the friends and the comrades of Alberto “Zippo”. He is a generous guy, he has been working since long time in order to improve the conditions of life of Karen People as a volunteer of “Popoli Organization”. I want to remind him that those who fight for the justice won’t never be alone. I hope to see him in Karen State very soon. “Struggle is a destiny”.”





Rino, uno di noi!

29 06 2011

01/11/1900 – 29/06/1921

Rino, uno di noi!





Il video della fiaccolata per i Martiri delle foibe!

13 02 2011