Come il vento!

28 10 2010

 

SIENA – Benito Mussolini giunse a Roma il 30 ottobre 1922. Erano le 10,30 e solo mezz’ora più tardi, re Vittorio Emanuele III gli avrebbe assegnato ufficialmente l’incarico di primo ministro dello stato italiano: “Sire – disse il futuro Duce – porto a vostra maestá l’Italia di Vittorio Veneto”. E fuori, ad aspettare il nuovo capo del governo, c’erano anche un gruppo di senesi guidati da Giorgio Alberto Chiurco, da poche ore nella Capitale. Avevano partecipato alla Marcia su Roma e nessuno sapeva che a quel manipolo di arditi la storia avrebbe assegnato un ruolo di prim’ordine nella “rivoluzione fascista”. Fu Siena, infatti, la prima cittá italiana ad insorgere e a dare il via al disegno politico architettato pochi giorni prima alle falde del Vesuvio. 

Impulsi di Marcia Nell’ottobre 1922 Siena viveva un momento di calma politica, ma si trattava di una tranquillitá apparente. I continui disordini in cittá e in provincia avevano lasciato il posto alla “diplomazia”. Ormai tutti aspettavano il cambio di rotta politica e il direttorio fascista senese era in continuo contatto con il quadrumvirato guidato da Bianchi, De Bono, Balbo e De Vecchi. Il 24 ottobre venne convocato il congresso nazionale del partito a Napoli, ma fu solo la prova generale dell’insurrezione. L’aria della rivoluzione, infatti, era giá pregnante, si trattava di ore. All’indomani della grande adunata partenopea, nella notte del 26, alla riunione dei comandanti di legione e dei segretari politici federali della Toscana parteciparono da Siena anche Chiurco e Vittorio Di Rorá. Fu in quell’occasione che vennero decise le linee guida della “rivoluzione”.

Gli incarichi Chiurco ricevette l’incarico per l’esecuzione del piano mentre all’ingegnere Ettore Bayon venne assegnato il comando della milizia fascista senese. Siena si animò e prima cittá in Italia dette il via al sovvertimento fascista. Il futuro prefetto ordinò la mobilitazione delle squadre della cittá: dispose che le staffette Sampoli, Pannilini, Barducci, Meocci, Rorá e Ubaldo Rottoli partissero per le diverse zone della provincia con l’ordine: “Le squadre dei fasci dell’Amiata devono concentrarsi entro il più breve tempo possibile sulla linea Siena-Chiusi, munite di viveri di riserva, coperte, armi e munizioni”. L’aiutante di campo della legione senese, Remigio Rugani, chiamò a rapporto i capisquadra della cittá e dette loro gli ordini. In piazza del Carmine, alla sede fascista, fu un accorrere di camice nere, prime fra tutte le squadre di Staggia e Poggibonsi, comandate da Paglietti, Bencini e Marconi. Poi arrivarono da Castellina in Chianti, Colle, Sovicille, San Rocco a Pilli, Bagnaia.
Inizia la “rivoluzione” Alle ore 17 del 27 ottobre, da Siena partì l’insurrezione. Le squadre si misero in marcia da piazza del Carmine verso la caserma Santa Barbara aiutati dagli ex tenenti Petrucci, Bruschelli, Schianini e Garzia. L’irruzione fu improvvisa ed il blitz permise di sottrarre fucili e mitragliatrici. Chiurco dispose che gli ispettori ferroviari fascisti (Coppini, Razzini e Pirandello) allestissero un treno per poter trasportare tremila uomini verso Roma. Così, le centurie della legione furono imbarcate sui vagoni e all’una di notte partirono per la capitale mentre a Siena rimasero con pieni poteri i fascisti Nello Cesari e Silvio Viviani coadiuvati dagli aiutanti Ermete Giustarini e Nello Bernardini. Il treno degli squadristi senesi giunse a Orte alle 8 del mattino del 28 ottobre, ma il percorso fu bloccato dall’esercito intenzionato a non far proseguire il mezzo per Roma. Fu, comunque, questione di poche ore perché l’intervento del comando generale della sesta zona fece immediatamente ripartire i vagoni. Alle 12, la tradotta arrivò a Monterotondo dove parte dei legionari vennero accasermati. Il 29 ottobre, Chiurco venne chiamato a rapporto al comando generale ricevendo l’incarico di dar vita ad un’azione a Ponte Salario per prendere possesso di armi. Compito eseguito alla perfezione tanto che alle 17,30 la milizia fascista senese venne elogiata personalmente dal braccio destro di Mussolini, Cesare Maria De Vecchi. Alle 22 la svolta. L’ordine di marcia fu inviato al comando diretto da Chiurco: “La legione senese, prima fra le legioni provinciali giunte sul luogo, marcerá in testa alle medesime nella colonna Igliori di cui fa parte”.
Alle ore 5,30 del 30 ottobre risuonò la sveglia e mezz’ora più tardi furono caricati i treni. Alle 8, la tradotta, con le camice nere che agitavano manganelli e fucili, raggiunse Porta Salaria sotto un’acqua torrenziale: la legione senese si mise alla testa delle camice nere e dette il via alla marcia su Roma. Alle 12 Chiurco spedì a Siena il famoso telegramma: “Vittoriosamente giunti fra i primi con mitragliatrici in testa. Tutti benissimo”.

Ecco alcuni nomi riguardanti la Squadra senese che partecipò alla Marcia su Roma il 28 ottobre 1922. Naturalmente si tratta solo di una parte perchè furono centinaia i senesi che parteciparono all’evento. Tutti i nomi si trovano nella celebre opera di Giorgio Alberto Chiurco, Storia della Rivoluzione Fascista

Il comando Console ing. Ettore Bayon; Chiurco Giorgio Alberto segretario federale; Rugani Remigio, aiutante di campo; addetti al Comando: Franco Ferraro, Aldo Sampoli, Familiari Raffaello, ufficiali; Gagnoni Ernesto; Rinaldi Ribaldo porta ordini. Capi coorti (Seniori) Raffaele Giannelli (1), Ernesto Tozzi (2), Vittorio Di Rorá (3). Le centurie Aliquò Mazzei (1), Curzio Ugurgieri (2), Carlo Bagnacci (3), Michele Gianni (4), Bruno Crocchi (5), Adolfo Baiocchi (6), Vittorio Fantechi (7), Guido Fineschi (8), Mario Barzellotti (9). Sezione Ferrovieri Capo Treno Foschini Giovanni, Bernini Lorenzo, Ceccatelli Ugo, Panzani Guido, Borgogni Ezio, Giglioli Giovanni, Bianchini Giuseppe. Sezioni Mitragliatrici Seniore Pacini cav. cap. Alfredo. – 1ª Sezione: Decurione Petrucci Augusto, Capo Sq. Marchetti Giovanni, Puntatore Pellegrini Ferdin., Capo Arma Del Grande Ugo, Mitr. Burroni Ugo, Mitr. Silvestri Silvestro, Mitr. Ferrari Virginio Decurione Bruschelli Galliano, Capo Sq. Carli Epifanio, Puntatore Palmieri Renato, Mitr. Bassi Francesco, Mitr. Granai Fidia. – 2ª Sezione: Decurione Bruni Enrico, Capo Sq. Sestini Armindo, Mitr. Ghelardi Renato, Mitr. Nuti Lorenzo, Mitr. Mezzetti Nazzareno, Mitr. Scatoli Ettore, Baldi Giovanni (Staggia Sen.), Decurione Ginanneschi dott. Ambrogio, Capo Sq. Mauti Enrico, Mitr. Vivarelli Marino, Accarigi Giuseppe (Buonconv.), Rossolini Bruno.

di Andrea Bianchi
pubblicato sul Corriere di Siena, 28 ottobre 2002

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