Niente di nuovo

15 04 2010

Siena, 14 aprile – “Aggressioni, rapine, violenze. ‘Cosa sta succedendo a Siena?’ è la domanda spesso comunicata dai media locali. Rispondiamo: niente di nuovo. Niente di nuovo perchè il giocattolo si è rotto da più di un decennio, l’isola felice è affondata da una generazione ed i ragazzi appena maggiorenni di oggi non hanno mai vissuto la Siena sicura di una volta”. Così riporta in una nota Gabriele Taddei, responsabile provinciale di CasaPound Italia.

“Non passa serata in cui non avvengano situazioni di – allude, facendo intendere, l’associazione di promozione sociale – vario genere ed entità, solo raramente diffuse se non tramite il passaparola cittadino. Non sono un mistero le cause: quelle scatenanti, determinate dall’alcool e dai fiumi di droga che scorrono sulle lastre. Ma poco ci si sofferma sulle cause congenite, determinate dalla devastazione del tessuto sociale cittadino. Se infatti l’abuso di sostanze può creare i presupposti di una rissa o di atti di teppismo, mal si spiegano così furti e rapine o gli atti sempre più frequenti di pervertiti e stupratori. A ciò si aggiunge l’espansione dell’eversione politica di matrice rossa, implicata nello spaccio diretto di stupefacenti grazie agli spazi di aggregazione consegnati dalle istituzioni ed a gestori di locali compiacenti, spesso e volentieri ricettacoli di delinquenza straniera”.

“Tutto ciò ha una sola causa: il venir meno della compattezza comunitaria, grazie alla quale i rioni cittadini venivano vissuti e quindi controllati ad ogni ora del giorno e della notte – spiega CasaPound Siena – Non parliamo di ronde, ma di vita: contrade, vinai ed osterie, i cosiddetti clubbini di ragazzi. Una ricchezza perduta, colpevole l’ingordigia di palazzinari e possidenti immobiliari, responsabili della cacciata dei senesi dal centro storico per installare una popolazione sradicata, pari almeno al 30% della popolazione cittadina, composta da studenti fuorisede ed immigrati. Per quanto importanti, non sono lampioni, telecamere o maggiori forze di polizia a poter risolvere una situazione del genere, ma ristabilire una proporzione numerica sostenibile tra senesi ed ospiti. Purtroppo quando chi amministra ha profitto personale a mantenere lo status quo, la situazione non può che peggiorare”.

pubblicato sul Corriere di Siena, 15 aprile 2010 – pag. 5

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