Emergenza sfratti a Colle

10 03 2010

CasaPound e Azione Giovani Valdelsa intervengono in merito alle recenti preoccupazioni dell’assessore Lenzi in seguito al rischio sfratto a cui sono sottoposte numerose famiglie colligiane.
“L’emergenza abitativa è una piaga del nostro tempo- affermano i responsabili dei due movimenti Gabriele Taddei e Laerte Centini – ma, a differenza dell’assessore Lenzi, riteniamo che non sia ancora stata vagliata una risorsa, quella del Mutuo Sociale. Non c’è altra via per garantire la proprietà della casa e uscire dai meccanismi perversi dell’usura”.
Il Mutuo Sociale intende realizzare il diritto alla proprietà della casa con l’assegnazione di abitazioni da parte dello Stato, che verranno acquistate dai cittadini tramite una rata di mutuo mensile pari al massimo ad un quinto delle entrate familiari, che si blocca in caso di disoccupazione.
“In molti casi le risorse non mancano – continuano i responsabili di CasaPound Italia e di Azione Giovani – piuttosto manca realmente la volontà di uscire dalle logiche speculatrici dei palazzinari e di enti che coltivano il proprio interesse dietro lo scudo della solidarietà sociale. A breve iniziative d’informazione, distribuzione materiale informativo e raccolta firme per la creazione di una legge regionale. Per contatti casapoundsiena@yahoo.it, agvaldelsa@libero.it oppure i numeri 3203195043 e 3407783376”.

pubblicato sul Cittadino Online, 10 marzo 2010http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=24258

pubblicato sul Corriere di Siena, 11 marzo 2010 – pag. 13

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3 responses

10 03 2010
Giorgio

Nel frattempo gli ‘impegnati nel sociale’ a sinistra pensano all’antifascismo e ai ‘diritti degli immigrati’.

Intanto i discriminati sono i nostri connazionali onesti, che dopo una vita di lavoro e sacrificio non riescono a pagare il mutuo sulla prima casa. Quale libertà? Quale giustizia sociale? Quale Sovranità finchè le banche ci tengono tutti per le palle?

Mutuo Sociale urgenza nazionale, è il caso di dirlo.

10 03 2010
Giorgio

(Parola di colligiano)

11 03 2010
casapoundsiena

Infatti, come sempre, il problema non è tanto rappresentato dalla sua rappresentazione finale (l’immigrato in questo caso), ma da chi approfitta di esso per il suo personale profitto.
La sinistra, che acquista un nuovo seguito dato che non ne ha più all’interno delle popolazioni autoctone europee. Pensiamo che a Siena, dove gli immigrati sono relativamente pochi, il 19% degli iscritti alla Cgil è rappresentato da immigrati e la maggior parte degli altri da pensionati.
La chiesa, che rinfoltisce le proprie schiere di fedeli grazie all’ignoranza oscurantista da cui provengono questi poveracci e, grazie ad essi, ottiene proventi pari a quasi dieci miliardi di euro l’anno dallo Stato italiano tra 8 per mille et similia.
Il terzo settore, in cui le due precedenti si sono inserite a peso morto, che gestisce copiosi fondi e finanziamenti da Ue e stati nazionali.
L’industria, che ottiene masse di schiavi sottopagati e sfruttati per un tozzo di pane.

Gli unici a pagare dazio chi sono?
Gli italiani.
Costretti a vedersi sorpassare dagli immigrati nelle liste d’attesa per asili comunali e case popolari, a pagare i costi di queste masse sullo stato sociale nazionale e continentale. A trasformarsi in sottoproletari, dato che i suddetti poteri non fanno altro che portare ad una ignobile quanto stupida battaglia tra poveri, in cui i popoli autoctoni europei vengono gettati in un’assurda competizione al ribasso con masse di schiavi capaci di adeguarsi a paghe da fame senza alcun diritto sociale.

Occorre un cambio di rotta.
La solidarietà non può che trovarsi nel limpido crescere delle rispettive identità, ognuno nel proprio ambiente culturale ed etnico, senza commistioni e nella reciproca solidarietà.

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