Supponenza e Mito

25 12 2009

E’ la notte a cavallo fra il 24 e 25 Dicembre. Alla luce dei falò, allo scoccare della mezzanotte, un grido si leva dalla popolazione in festa, in una scena che oggi è rappresentata dal presepe: “Esultate, la Vergine ha partorito, la Luce rinasce”.
Ma nella familiarità di queste parole e di quest’ambientazione, qualcosa non torna. Non torna il fatto che, malgrado le apparenze, non siamo attorno all’anno zero (stando all’attuale calendario) e nemmeno in quel di Betlemme, nell’attuale Cisgiordania. E’ la celebrazione del Dio Horus, dei Saturnali romani o del Sol Invictus (il Sole che non muore, che non è sconfitto dalle tenebre). Ed è da qui che partono le attuali tradizioni, da una notte di festa, la più sacra dell’anno sulle sponde del Nilo (o nell’antica europa Celtica e Pagana come in altri luoghi del pianeta, compresa l’antica Roma) qualche migliaio di anni prima che il 25 Dicembre diventasse la nascita convenzionale di Gesù.
Una data convenzionale, si tratta esattamente di questo, calcolata a tavolino perché ricorresse nove mesi esatti dopo l’annunciazione, non suffragata da alcuna cronaca storica ed applicata nell’antica Roma a partire dall’anno 337 d.c. (decisa da Papa Giulio I°) per attribuire al natale Cristiano Cattolico, una connotazione storica ed una digeribilità maggiore nella sovrapposizione con le antiche religioni cui il popolo era abituato da millenni. Del resto, gli stessi Apostoli Matteo e Luca  – i maggiori biografi di Gesù – non parlano mai, nei loro scritti, della nascita del figlio di Dio, attribuendo ad essa una data certa.

Solo un calcolo quindi, per portare una mutazione e trasposizione di antichi riti ed usanze in qualcosa di diverso, di nuovo, di imposto per decreto imperiale. Basti pensare che le sètte Cristiane arcaiche calcolarono ben 136 possibili date per la nascita in questione. O che, ai giorni nostri, le chiese Cristiane Copte e Ortodosse festeggiano il Natale nel giorno che i Cristiani Cattolici destinano all’Epifania.

La Chiesa delle origini sovrappose le celebrazioni cristiane alle vecchie ricorrenze pagane. Per fare qualche veloce esempio: la festa di San Giorgio ha rimpiazzato l’antichissima festività della Parilia; i festeggiamenti di San Giovanni Battista hanno sostituito la festa dell’acqua, che era celebrata a mezz’estate; la festività dell’Assunzione della Vergine ha preso il posto delle celebrazioni di Diana. Halloween diventa la festa di Ognissanti e via di seguito, trasformando l’albero di Yule nell’albero di Natale e la rinascita del Sole nella nascita del Cristo.
E’ solo la storia relativamente recente a fare dei festeggiamenti del Natale la festa per eccellenza della Cristianità, attribuendole solo da pochi secoli quella solennità che conosciamo e permettendole di scavalcare, in ordine di importanza, quella Pasqua che era stata la massima festività cristiana per oltre mille anni ma che, nell’idea evolutiva e liturgica, conservava ancora un retaggio pericolosamente Ebraico.
Come se le origini giudaiche del Cristianesimo potessero essere taciute e nascoste, come se non fossero storia dimostrata e sotto gli occhi di tutti.
E che fosse la Pasqua ad avere la piazza d’onore in una religione che basa le sue fondamenta nel sacrificio, nella rinuncia, nella sofferenza non è cosa difficile da capire. Serviva un momento di gioia, di aggregazione. Nacque così il Natale, copiando qua e là nella storia.

Alle origini di tutto è l’osservazione delle stelle. E’ infatti nell’astronomia l’unica chiave di lettura che porta moltissime civiltà antiche a festeggiare la nascita dei propri Dei proprio nella data divenuta cristiana per eccellenza, il 25 Dicembre. Si va dall’egiziano e già citato Horus all’indo-persiano Mithra (detto il Salvatore), a Dioniso, Bacab nello Yucatan, ai babilonesi Tammuz e Shamash, fino alla divinità Maya Wiracocha. Cambiano i nomi, ma il legame è lo stesso ed è fatto di eventi astrologici e date calendariali e richiami al sole. E tutti nascono da una vergine. Nulla di nuovo all’orizzonte quindi, solo una strategia di marketing tesa ad inglobare ed annientare i culti precedenti, giungendo ad una Religione di Stato che fece la fortuna di alcuni imperatori romani.

Il Sol Invictus era una divinità solare di Emesa introdotta a Roma dall’imperatore Aureliano (270-275), che aveva costruito anche un tempio in suo onore nel campus Agrippae, l’attuale piazza San Silvestro. Nel culto del Sol Invictus confluirono la Mastruca celtica e il germanico Yule (ruota), con esplicito riferimento al sole. Lo stesso termine Yule (Anglo-Sassone Geola) significa Giogo dell’Anno, vale a dire il punto d’equilibrio esistente oltre il declino della luce del sole. Il periodo dello Yule inizia quindici giorni prima del Solstizio d’Inverno con la festa di San Niccolò, che è associato alla figura sciamanica dello stesso Odino e vede, nei suoi festeggiamenti, l’addobbo degli alberi, esattamente come nel Cristianesimo è usanza fare a Natale, solo che l’albero di Yule ha almeno tremila anni in più.

La nascita di Cristo, come si è detto, venne sostituita al giorno dedicato al culto del Sole perché i romani Cristiani, ignorando la data reale della nascita di Gesù (Cristo non è il nome ma un appellativo), fissarono la festa solenne al 25 Dicembre, il giorno dopo di quel solstizio d’inverno o Brumale, ossia quando i pagani celebravano, ogni anno, la nascita del Sole.
E le similitudini, orchestrate ad arte per rendere meno traumatica la sovrapposizione della nuova religione, non si fermano qui.

Qualche esempio. Mitra, nato come il Cristo, il 25 di Dicembre, fu pianto nella tomba dai suoi discepoli nel periodo che corrisponde alle festività pasquali. Essi, gioendo, affermavano: “Rallegratevi Iniziati; il vostro dio è risorto dalla morte. Le sue pene e le sue sofferenze saranno la vostra salvezza”. Il dio Attis, che era celebrato nell’antica Frigia con gli l’appellativi di “Figlio unigenito” e di “Salvatore”, era simbolizzato con un agnello ed era, per la Frigia, quello che Adone era per la Siria. Come per Adone, la sua morte e risurrezione erano, ogni anno in primavera, commemorate con una festa. Le cerimonie celebrate alla festa di Attis non sono perfettamente conosciute, sembra che la celebrazione della sua risurrezione seguisse immediatamente quella della sua morte”.
In Irlanda, la religione dei Celti celebrava il dio Samhein di cui si racconta che risorse dalla morte dopo tre giorni.
Il dio Bacco, ucciso dai Titani, veniva fatto risorgere da Giove, dopo tre giorni. Analogamente, sotto le altre sue sembianze di Dioniso fu detto: “Subito dopo la sua sepoltura, Egli risuscitò dalla morte e salì al cielo”.
Singolare il caso iconografico della divinità nordica di Baldur il bello, il Dio bianco, giusto e benefico, che i missionari cristiani trovano rassomigliare a Gesù. Solo che, date alla mano, è la raffigurazione pittorica occidentale a far assomigliare Gesù a Baldur, non il contrario.
Egli muore ucciso da una freccia scoccata dal cieco Hoerder, Dio delle tenebre. Questa freccia era fatta con legno di vischio. Baldur giace morto per 40 giorni, alla fine di questo periodo si risveglia e regna. L’allegoria qui è abbastanza chiara: a 68 gradi di latitudine il sole è morto per 40 giorni, ucciso dalle tenebre dell’inverno”.

L’operazione di Marketing vista fino ad ora si è spinta oltre e nell’iconografia classica ci ha presentato una sacra famiglia con tratti somatici europei, bianchi, con un Cristo addirittura biondo e con gli occhi azzurri. Una complessa operazione di lavaggio del cervello, che ha via via cancellato i culti più antichi, e che ha portato i fedeli a credersi gli unici depositari della verità assoluta, ignorando volutamente quello che la storia ci insegna. E, dimenticando addirittura quali fossero le vere origini della Sacra Famiglia, qualcuno si lamenta se altri attribuiscono alle statuette del presepe delle fattezze mediorientali.

Ricapitolando, il Natale è una festività, la più importante della Cristianità, che non ha una data certa, che si nutre di riti più antichi dai quali ne copia anche le tradizioni e gli eventi.
Tralasceremo volutamente quello che il Natale è diventato ai giorni nostri, l’intento era solo di dare chiarezza in quelle che sono le origini storiche della festa del 25 Dicembre.

L’attuale mercimonio perpetrato in nome del Natale, unito all’ipocrisia dell’essere più buoni ma solo in questi giorni, è un aspetto secondario e quasi irrilevante quando abbiamo da confrontarci con la cieca arroganza e la supponenza di chi prende per buona qualsiasi cosa narrata o scritta da altri uomini e di quelle parole ne fa oggetto di culto contro ogni dato di fatto storico o scientifico. Di chi crede di essere nel giusto, unico e solo depositario della verità assoluta. E in virtù di ciò disprezza le altre religioni e gli altri culti, svilendo gli altri credenti rei soltanto di seguire un altro Dio o un’altra tradizione.

Cosa aggiungere? Buon Natale – qualsiasi cosa esso rappresenti per voi – con l’augurio che sia festa ogni giorno, con il suo carico di bontà e di buoni propositi e che esso non sia più solo ipocrisia religiosa, comportamentale e commerciale.





Sorrisi

23 12 2009

CasaPound Siena interviene per comunicare l’iniziativa realizzata presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale delle Scotte.
“Questa mattina” – interviene Gabriele Taddei, responsabile provinciale di CasaPound Italia – “come promesso lo scorso mese, ci siamo recati presso l’ospedale di Siena per portare il nostro saluto ai piccoli ricoverati di Pediatria, insieme a qualche pensiero. L’incasso della festa realizzata nei locali del Catenaccio il 24 novembre, oltre alla distribuzione gratuita di latte contro il carovita organizzata il giorno di Santa Lucia, è servito infatti ad acquistare una buona quantità di giocattoli, che potranno essere scartati dai bambini durante le feste dei prossimi giorni. I doni sono stati consegnati nelle mani del prof. Balestri, direttore dell’U.O.C. Pediatria delle Scotte, e del personale ospedaliero del reparto, tutti molto gentili e disponibili, ai quali vanno i nostri auguri ed il ringraziamento per l’ottimo lavoro che svolgono con i piccoli pazienti, cui camici bianchi con il sorriso sulla bocca non possono che esser d’aiuto in questi giorni di festa loro strappati da casa”. “Soprattutto durante le festività è infatti importante esprimere la propria solidarietà, anche tramite un semplice sorriso, a chi soffre per una condizione o per un bisogno. Senza soffermarsi però al periodo natalizio perchè, quando le illuminazioni si abbassano, ci saranno comunque necessità da parte di qualcuno che non avrà pacchi regalo da scartare”.



Le foto con il prof. Balestri

del reparto di Pediatria





Diamo un senso agli sprechi!

19 12 2009

CasaPound Siena interviene per offrire un consiglio per le prossime feste.
“In tempi di crisi è doloroso gettare via alimenti” – interviene Gabriele Taddei, responsabile provinciale di CasaPound Italia – “In ogni caso è sempre possibile che risultino di avanzo cospiscue quantità di generi commestibili di ogni tipo, per errati calcoli o motivi vari, che possono comunque rivelarsi proficui per altri utilizzi. Nella settimana appena passata i nostri militanti hanno quindi provveduto a raccogliere decine di chilogrammi di pane secco da esercizi di ristorazione e da feste di ogni genere per evitarne lo spreco, particolarmente pesante in questo tipo di attività. Ci siamo poi recati ieri mattina, forti di circa un quintale di pane raffermo presso i canili della provincia e farne dono agli entusiasti lavoratori e volontari di servizio. Invitiamo perciò tutti i senesi a consumare meno ed evitare gli sprechi ma, ancor più, a dare un nuovo utilizzo ai generi alimentari d’avanzo, riprendendo la tradizione della cucina povera toscana di dare nuova vita ai cibi nella veste di ribollite e zuppe o di portare ciò che possibile a strutture come i canili, spesso sottofinanziati o gestiti da volontari con poche risorse se non quelle ottenute tramite donazioni, adozioni a distanza e offerte di vario tipo”. “Teniamone tutti conto nelle prossime feste, quando maggiore è sia il consumo che l’avanzo” – termina la nota di CasaPound – “e ricordiamoci, come si dice a Siena, che lo spreco fa schifo ai poveri”.

pubblicato sul Corriere di Siena, 21 dicembre 2009 – pag. 21

pubblicato sulla Nazione, 21 dicembre 2009 – pag. 2

pubblicato sul Cittadino Online, 19 dicembre 2009





Tonino tonino…

17 12 2009

“Tutte le tv stanno lavorando per criminalizzare l’IdV, Annozero, il gruppo Espresso, pure l’Unità: vogliono trovare gruppi e persone da colpire. Dietro questo atteggiamento ci sono chiari messaggi mafiosi. Chi deve capire poi capisce. Vogliono l’annientamento politico e fisico degli avversari politici”: così Antonio Di Pietro che, intervistato da l’Unità, accusa Berlusconi e maggioranza di fascismo e sottolinea il ruolo di Resistenza dell’Idv osservando che “senza partigiani non sarebbe stato possibile eliminare il Duce. All’osservazione che così non si abbassano i toni, il leader dell’Idv replica: “Loro li hanno alzati fino alle minacce fisiche, Cicchitto ha dato indicazioni sulle persone da colpire”. Per Di Pietro, “si scambia la vittima per l’aggressore, quando c’è un governo fascista e piduista per fortuna c’è qualcuno che inizia a fare resistenza”.

Al giornalista che obietta che in Italia non c’è il fascismo, Di Pietro risponde: “Scusi, ma quando c’era il Duce, la colpa era di chi denunciava o di chi limitava la libertà? Ci si poteva liberare di lui senza i partigiani?”. “La democrazia – osserva – c’è solo con la pluralità dell’informazione, e in Italia è controllata, la magistratura è ridotta all’impotenza, la Corte Costituzionale è accusata di guerra civile. L’unica differenza è che non c’è l’olio di ricino. Se c’è il fascismo prima o poi qualcuno spara”…  serve un nuovo Cln, anche con Casini, per liberarci dell’anomalia piduista. Io non abbandono il fronte”.

Alle aggressioni antifasciste che seguiranno puntualmente, agli assalti a incontri e gazebo,  agli attentati alle sedi, sarà opportuno ogni volta ricordare che Di Pietro  ne è inequivocabilmente il mandante morale. Spinge avanti pochi idioti che, tra l’altro, se non si fanno male, avranno guai giudiziari e lui incassa tranquillo.
Di gente squallida ce n’è tanta ma questi livelli non erano stati ancora raggiunti.
Continueranno  butrattinai, profeti e artefici di sventura di questo genere ad agire impuniti perché coperti da un passato in Magistratura? Quousque tandem?


da Noreporter.org

……… che poi:





Alla Festa della Rivoluzione

15 12 2009





Ritrovato senso comunitario

14 12 2009

CasaPound Siena interviene riguardo l’azione contro il carovita effettuata in quel di Santa Lucia.
“Domenica mattina, giorno di Santa Lucia” – dichiara Gabriele Taddei, responsabile provinciale di CasaPound Italia – “come comunicato abbiamo effettuato una distribuzione gratuita di 100 litri di latte alla popolazione, come gesto simbolico e comunitario contro il carovita. Al di là del successo dell’iniziativa, con il latte terminato nell’arco di circa due ore, abbiamo riscontrato un certo cambiamento di impostazione nei cittadini senesi. A differenza dello scorso anno, quando distribuimmo 200 chilogrammi di pasta, abbiamo infatti registrato un numero risibile di casi di diffidenza ed incredulità di fronte a chi regalava latte senza nulla voler ricevere in cambio. Segno in parte purtroppo di una maggiore sensibilità da parte di tutti nei confronti del carovita, in un periodo segnato dalle rinunce, dalla disoccupazione e dalla crisi del sistema senese, ma anche un ritrovato senso comunitario riscontrabile nella voglia dei senesi di fermarsi a chiedere informazioni su noi ed il nostro movimento, discutere riguardo ai consigli segnalati sul nostro volantino ed elargire copiosi ringraziamenti. Molti sono stati infatti i sorrisi ed i baci da parte di signore di ogni età, mentre l’unico ritorno – volontario – che comunicavamo risultava essere l’acquisto di biglietti della lotteria organizzata per il natale da una cooperativa di aiuto ai disabili della nostra città. Notevole successo ha riscontrato anche il nostro volantino con i consigli per il risparmio sulla spesa alimentare, preparato grazie ai consigli delle associazioni dei consumatori e richiesto da molti in più copie per la distribuzione ad amici e parenti”. “E’ stata quindi una bella giornata comunitaria” – termina la nota di CasaPound Siena – “che è stata preceduta e sarà seguita da molte altre attività dell’associazione”.









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pubblicati sul Corriere di Siena, 15 dicembre 2009
pag. 1 e 7




Latte contro il carovita!

9 12 2009

CasaPound Siena interviene per comunicare un’iniziativa simbolica contro il carovita per il giorno di Santa Lucia.
“La crisi devastante che ci sta colpendo” – interviene Gabriele Taddei, responsabile provinciale di CasaPound Italia – “sta velocemente modificando le abitudini degli italiani. Una crisi che, esattamente un anno fa, rimaneva essenzialmente finanziaria, spingendoci ad eliminare soprattutto i beni voluttuari dalle nostre compere natalizie. Una crisi che, nel corso di quest’anno, si è trasformata in economica e sociale, portandoci a ridosso delle festività senza lavoro e con le buste della spesa vuote. Fuori dai servizi dei telegiornali sullo shopping natalizio e dalle vetrinette dei negozi più eleganti, il costo della vita sta raggiungendo vette mai viste. Pane, latte, pasta e tutti i beni di prima necessità stanno trasformandosi in beni di lusso: una rosetta come articolo da gioielleria, un litro di latte va acquistato di contrabbando. E’ urgente perciò realizzare un blocco dei prezzi per i prodotti di prima necessità, eliminare le quote di produzione UE ed impedire le speculazioni sulle materie prime alimentari. Ma ognuno di noi può e deve fare la propria parte sostenendo il lavoro italiano, acquistando prodotti nazionali realizzati da italiani. Aiutiamoci”. “A seguito dell’iniziativa dello scorso anno” – termina il responsabile di CasaPound Siena – “anche questo 13 dicembre ci troveremo in quel di Santa Lucia, presso i locali della nostra associazione in via Stalloreggi 87, non più per sensibilizzare bensì purtroppo per solidarizzare con i cittadini senesi sul tema del carovita. Come gesto comunitario ed ovviamente simbolico, CasaPound Siena distribuirà gratuitamente 100 litri di latte italiano alla popolazione, allegando ad essi un utile volantino con consigli contro il carovita”.

pubblicato sul Cittadino Online, 09 dicembre 2009

pubblicato sul Corriere di Siena, 10 dicembre 2009





Tora! Tora! Tora!

7 12 2009

Sessantotto anni fa l’attacco al Leviatano.





Una risata vi seppellirà

2 12 2009

CasaPound Siena interviene in merito alle accuse ricevute da sedicenti lavoratori e frequentatori di un noto bar di Pantaneto.
“Stiamo veramente rasentando la pazzia.” – dichiara Gabriele Taddei, responsabile provinciale di CasaPound Italia – “Continua la campagna di odio e diffamazione nei confronti della nostra associazione ma, quel che più è grave, si continua a dare credito alla voce di pluripregiudicati, condannati per spaccio, locali malfamati e soggetti riconosciuti dalle stesse forze dell’ordine come socialmente pericolosi. In merito alle accuse una grassa risata è d’obbligo, considerata la fortissima presenza di polizia, carabinieri e quindi forze dell’ordine in generale che hanno giustamente presidiato i punti chiave della città per tutta la giornata di sabato, data la contemporaneità in brevi distanze del Premio Frajese, di un concerto ghetto per pochi intimi e della festa di beneficenza organizzata presso i locali della nostra sede, con ricavato a favore del settore pediatrico e di cooperative per disabili”. “In particolare” – continua il portavoce di CasaPound Siena – “le forze dell’ordine hanno presidiato via Stalloreggi alle sue due estremità, in modo da non permettere l’accesso o la fuoriuscita di persone dell’una o dell’altra parte nelle zone di svolgimento degli altri eventi. Rendendo grazie ai responsabili dei dispositivi di sicurezza organizzati nella giornata di sabato scorso, riteniamo quindi di far notare a certi personaggi che la mancanza di rispetto nei confronti dei senesi, il disprezzo per la città e per la convivenza civile dimostrato in particolare da certi frequentatori di Pantaneto e di via Duprè, non hanno colore politico ed è manovra turpe e vergognosa andare a cercarne uno. Il popolo si ribella nei confronti dei mali che lo circondano e la popolazione di Pantaneto ne ha probabilmente piene le scatole. Ragionino perciò su questo lorsignori, mentre si troveranno a sfogliare querele assieme ai loro amici, razzisti rossi ed intolleranti di mestiere, loro si che hanno dimostrato essere a libro paga di certi barbetta occhialuti e piagnucolosi”.

pubblicato sul Corriere di Siena, 3 dicembre 2009





Tanto rumore per nulla

29 11 2009

CasaPound Siena interviene in merito alla serata di beneficenza realizzata sabato nei locali della propria associazione.
“Doveva avvenire il finimondo.” – dichiara Gabriele Taddei, responsabile provinciale di CasaPound – “E’ invece stata una bella festa cittadina. Ci si aspettava una calata di barbari. E’ invece calata nella nostra sede la cittadinanza senese. Uomini, donne, anziani e bambini. Oltre duecento persone si sono avvicendate dal pomeriggio a notte inoltrata in via Stalloreggi, presso la libreria-pub Catenaccio: per portare solidarietà alle pressioni mafiose, per conoscerci, per farsi un opinione diretta, lasciare un contributo alle nostre attività sociali o per semplice curiosità generata dal risalto mediatico. Hanno partecipato alla serata decine di ragazzi di CasaPound Italia provenienti dalle comunità toscane, umbre, emiliane e laziali, quegli stessi ragazzi che avrebbero partecipato ad un eventuale concerto e che, come volevasi dimostrare, non hanno creato alcun tipo di danno se non un paio di violenti e fascistissimi bicchieri di birra caduti in terra. Il tutto si è concluso con circa settanta nuove tessere della nostra associazione culturale sottoscritte ed un clima di festa respirato per tutta la serata, mentre la compagnia latrante rimaneva ben chiusa nel proprio ridotto, rodendosi le mani tra nuvole di marocco. Un pizzico di tristezza va a coloro che, possedendo un potere smisurato, si prestano ai piccoli giochetti di un barbetta qualunque, infido spargitore del seme dell’odio e di quell’intolleranza che vanno sradicati dalla scena politica e sociale della città, invece di utilizzarli per riunire le energie di questa terra benedetta in un unico fascio di forze, per la crescita comune. Vedremo quanti avranno il coraggio di scusarsi per il veleno sputato in questi giorni. Chi ama l’azione, chi la rielezione, chi sta con la gente, a chi non importa niente. Ma il cielo è sempre più blu…”.

pubblicato sul Corriere di Siena, 30 novembre 2009